Ci risiamo:il cane nemico!Sterminate il branco!!

Un branco di randagi, affidato a un povero cristo che stenta a mangiare anche lui; cosa aspettarsi dal Branco?Esattamente quello che è successo in Sicilia. E’ andata anche bene per l’uomo male per i cani, condannati a morte.

Il Canis lupus Familiaris  ci ha aiutato ad uscire  dal nostro processo evolutivo, col suo aiuto abbiamo dominato l’Ambiente.

Oggi chi pensa di ricordarlo e tenerlo ben presente ?

Noi ,Uomini antropocentrici,siamo interessati solo alla nostra pretesa posizione dominante,senza preoccuparci neppure di capire se è reale o solo illusoria.

Il problema è sempre lo stesso : Creazionismo o Evoluzione ? Nella ricorrenza del bicencentenario della nascita di Darvin le domande sono immutate: Dio ha  avuto bisogno deglì Uomini e li ha creati o   sono gli Uomini che hanno bisogno di Dio?  Domanda esistenziale che  continua a non avere risposta condivisa.

Creazione ,prima risposta; Evoluzione la seconda.Non è differenza da poco ! La prima è basata sulla fede, la seconda sulla ragione

E se perdessimo anche questa memoria fondamentale  , capace di farci capire perchè siamo su questo Pianeta e continuiamo ad esserci  ? Come riusciremmo a darci una qualsiasi spiegazione circa la nostra esistenza?

Golden, la storia

STORIA DEL GOLDEN : un Retriever le cui origini sono riportate con assoluta precisione nel Libro dell’Allevamento di un Signore Londinese che acquistò  nella seconda metà dell’ottocento un vasto appezzamento nella zona di  Lochness con una Residenza : Guisachan.  Quì potè dedicarsi alla sua passione di Allevatore di Cavalli  e Buoi . Quì potè trasferire la sua Esperienza all’Allevamento di Cani e quì nacque la razza dei Golden Retriever.  Le precise annotazioni sul suo libbro d’Allevamento permettono di ricostruire e seguire il destino di ogni singolo Esemplare . Le annotazioni di Lord Tweedmouth furono raccolte e custodite da una Nipote del Lord che le consegnò al Kennel Club Inglese il quale potè affermare che non poteva esserci alcun dubbio sul fatto che, a differenza delle varie Razze Retriever le cui origini appaiono fumose , non sempre credibili ; per ciò che riguarda il Golden non può esserci alcun dubbio che l’Iniziatore della razza fu Lord Tweedmouth a Guisachan e che ne continuò la selezione.



Allevare

ALLEVARE Allevare non è uno sfizio. Richiede esperienza e la capacità di leggere i Pedigree che devono riguardare almeno cinque generazioni dei predecessori ricavando così il COI (Coeficente di Imbriding dei futuri madre e padre). L’imbriding può farci conoscere la parentela più elevata tra i futuri genitori, la presenza di un antenato comune il che aumenta le probabilità che tra i geni ereditati da madre e padre vi  sia  una copia dell’Antenato comune il che aumenterà L’Omozigosi ed il rischio di malattie ereditarie specifiche delle  varie Razze(Patologia di Anca ed Occhio nel Golden).

Cani cattivi o padroni incoscienti?

Gli ultimi fatti di cronaca riguardante  un gruppo di randagi confermano la pericolosità dell’Ibrido che nasce lontano dall’uomo, non ne porta di coneguenza l’Imprinting,    A differenza di quanto avviene nel Lupo , che conosce l’Uomo come unico mortale nemico e il cucciolo  è addestrato dalla madre a tenersene lontano e fuggire nell’Ibrido che vive libero e in branchi non c’è la stessa perczione dell’Uomo, di conseguenza il randagio non teme l’uomo.

Branchi di randagi sono quindi pericolosi per Noi, i Cuccioli non ricevono lo stesso insegnamento dalla madre. quindi

meglio incontrare il Lupo, cosa praticamente impossibile , piuttosto dell’ibrido. Il branco di Bastardi che vivono liberi

in branco

Un nuovo amico

Un Cane non é e non può essere considerato:

Un giocattolo da regalare al figlio che sta per nascere e a qualsiasi altra persona. Chi alleva,se è onesto e corretto non deve consegnare un Cane per conto terzi, ma solo al legittimo compagno stipulando con lui un contratto col quale il compagno del cane si impegna a restituirlo qualora ritenesse di doversene disfare.

Un acquisto fatto per secondi fini:guardiano,difensore,strumento del successo dell’uomo che può così sentirsi autorizzato a sostituirlo, senza tenerlo più in considerazione, quando cessasse di essere competitivo. Se si 9ntende avere un guardiano che presidia gli spazi attorno alla casa allora farsi consigliare oa persona esperta delle razze adatte.

Affidarsi assieme al Cane (non solo il Cane) ad un addestratore esperto . Sapere come tenere il Cane che comunque non può essere tenuto in Casa ma in un idoneoBox, ben costruito e con annesso spazio all’aperto ben recintato. QUESTO TIPO DI CANE  NON DEVE AVERE NULLA A CHE FARE CON  BAMBINI  E CON ALTRE PERSONE DELLA CASA A LUI ESTRANEE.

Un cane è per la vita,e come tale va amato e assistito come e più di una persona poiché avendolo cercato ci siamo fatti carico di un essere dipendente in tutto e per tutto da noi.

Deve essere rispettato per quello che è e non per quello che noi pensiamo che sia o dovrebbe essere. Il rispetto dovuto ad un Essere vivente,altamente sociale e, come tale, dotato di intelligenza , la sua intelligenza,; diversa dalla nostra per quantità ma non per qualità

E’ perfettamente in grado di comunicare,non con la parola, ma con il suo linguaggio che è assai articolato: il linguaggio del corpo col quale può farsi capire e capire. Un linguaggio già codificato che dovrebbe essere,per molteplici aspetti, importante conoscere (sarebbe sufficiente informarsi nelle sedi opportune).

Potrei andare avanti ma penso che se questi principi sono condivisi costituiscono già un ottimo punto di partenza. La Cinofilia è sempre in cima a tutto, quindi su di lei si basa l’educazione del nostro compagno.

Per vivere “bene” con un altro Essere vivente, qualsiasi Essere vivente, è di importanza fondamentale conoscerlo; tale conoscenza deriva da una attenta e concentrata osservazione del suo comportamento, questo è necessario fare da subito.(E’ evidente che non sto dicendo nulla di nuovo anche pensando all’Uomo ). Una volta fatta conoscenza in modo corretto tutto può diventare più semplice. Educare significa insegnare a comportarsi nel modo più produttivo per se stessi e per chi ci sta attorno. Come per i Figli non è ne indispensabile ne opportuno delegare ad altri la funzione di educatore (anche se per “comodità” oggi è il sistema che va per la maggiore ma che non produce necessariamente effetti migliori né per i figli né per i Genitori; il principio è valido anche per il proprio Cane). Una volta assicurato al cucciolo un ambiente di vita tranquillo e confortevole non è necessario dedicarsi a lui a tempo pieno.

L’importante è che il tempo che stabiliamo di dedicare al Cane sia “solo” per lui, senza interferenze e distrazioni. Questo concetto non vale solo per il cucciolo ma anche e forse maggiormente ,per il Cane adulto. Quando portate a casa un cucciolo già la madre e l’allevatore hanno svolto un certo lavoro. Di norma lui avrà già imparato a non sporcare nel suo spazio; in genere un giornale sarà stato usato per creare questa abitudine. Per progredire spostate progressivamente il giornale sempre più vicino alla porta di casa, poi all’esterno ed il gioco sarà fatto. Non è tuttavia detto che la tattica del giornale sia l’unica o la migliore, solo la più usata. Tenendo conto che il cucciolo per vario tempo mangerà più volte al giorno e che poco dopo svuoterà l’intestino e la vescica allora bisogna portarlo all’aperto, se si possiede un giardino o altro spazio aperto.. Lui gironzolerà per un pò alla ricerca del posto adatto che sceglierà in base agli odori e quì farà i suoi bisogni, ed in genere quì tenderà a rifarli. La cosa sarà problematica per chi abita in condominio,in appartamento. Se si vuol evitare di vivere in ascensore si potrà creare in terrazzo un angolo allo scopo: segatura, delimitata da pietre magari resa invitante da sostanze odorose in commercio che risultano attraenti per lui (molto più praticamente magari usando noi la prima volta il sito). finirà che questo diverrà il suo gabinetto che andrà ripulito e riordinato come tutti i gabinetti.
Per instaurare un reciproco buon rapporto è importante il contatto fisico; il Golden lo ricercherà sempre nel corso della sua vita. Il senso del tatto è il primo a svilupparsi nel cucciolo appena nato che istintivamente si trascina traballante alla ricerca del corpo materno il cui contatto lo tranquillizzerà; la madre lo sospingerà verso i capezzoli cosi potrà cominciare a nutrirsi. Col trascorrere del tempo, fin chè continuerà a restare nella Cassa da Parto, avrà aperto gli occhi, cercherà per dormire il contatto con la madre o coi fratelli ;raramente lo vedrete dormire da solo. Le prime notti, nella nuova casa, non più tranquillizzato dalla compagnia della cucciolata dovrà essere il nuovo genitore adottivo a far compagnia: fai dormire il Cucciolo vicino a te,”NON CON TE”: in terra su un cuscino così sentendo la tua vicinanza si sentirà protetto e riposerà tranquillo. La ragione del non con te è legata all’esercizio della Leadership:il posto del Capo (letto, poltrona ,divano….)è suo e non può essere usato da altri che da lui; eccezionalmente sarà lui a consentire ad un altro di accedervi, solo su invito del capo ( un previlegio concesso in via eccezionale). La leadership per il cane ha un ruolo fondamentale ; dovrai essere tu a saperlo assumere attraverso le cure parentali che dovrai dedicargli che dovranno contemplare anche regole comportamentali, trattando il cucciolo correttamente tenendo conto del fatto che uomini e cani sono due specie compatibili ma anche diverse. Soffocare il cucciolo con manifestazioni affettive è sbagliato, Lui considererà questo comportamento come riconoscimento della sua superiorità convincendolo che il leader è lui. Primo grande errore, purtroppo frequente, che creerà gravi problemi di convivenza. Abbiamo già detto che il rispetto deve essere il sentimento fondamentale , le manifestazioni affettive verranno e si creeranno in modo spontaneo nell’uomo e nel Cane Quindi tenendo il cucciolo accanto lo rassicurerai con la tua vicinanza,,se necessario, potrai allungare la mano e accarezzarlo, in fondo lui ha appena subito un distacco importante dalla madre e fratelli con i quali aveva condiviso le prime fondamentali settimane di vita. La carezza è un grande mezzo di comunicazione; i punti da preferire sono il dorso,specie sopra l’attaccatura della coda,i fianchi,i lati del muso ed il petto;meglio evitare testa e collo almeno sino a quando non avrai consolidato la tua posizione di Leader (Dimentica ogni concetto di padronanza,in natura non esistono padroni e il cucciolo lo sa perfettamente) solo Leader. Questo della Leadership sarà un capitolo fondamentale, non riguarderà solo te ed il cucciolo ma anche il resto della famiglia che dovrà essere coinvolto). Educare significa insegnare,spiegare,quindi farsi capire. IL cane Apprende essenzialmente per ASSOCIAZIONE:i associa ad un certo comportamento l’effetto che produce Se l’effetto sarà positivo(buono, piacevole)allora sarà portato a ripetere quel comportamento.
Esempio:richiesta di fare qualcosa(Comando) Esecuzione da parte del Cane (risposta); se l’esecuzione sarà stata corretta allora il cane otterrà una Ricompensa: Verbale , Carezza o concreta(bocconcino)e questo sarà un “rinforzo positivo” che confermerà al cane di aver agito bene ottenendo un premio. (lo si definisce Rinforzo Positivo : il solo vero mezzo con valenza didattica) Quindi la sequenza:Comando-Risposta-Effetto prodotto dalla risposta costituiscono l’associazione( “Pensiero presumibile del Cane :”mi è stato dato un ordine,io mi sono comportato in questo modo e ne ho ricavato un premio perciò a questa richiesta io risponderò così in futuro e continuerò ad avere un premio. Così lui avrà veramente capito e appreso).Il premio rinforzerà,renderà più pronta e giusta la risposta del Cane. La ripetitività della sequenza perfezionerà l’apprendimento fissandolo nella memoria) L’uso di premiare con cibo si basa sul fatto che il cibo è un bene primario;Naturalmente la pratica dovrà poco a poco alternarsi , diradarsi fino a scomparire. Resta però l’importanza del fatto che inter reagire col Cane non ha solo valore didattico , sarà sempre il modo per renderlo felice e migliorare sempre più la convivenza e l’affetto reciproco; per ciò, a mio modo di vedere ricompensare con il cibo non c’entra nulla con tutto questo,tant’è che la pratica andrà abbandonata. I I complimenti e le carezze hanno maggior significato,soprattutto non rischiano di interferire con la corretta alimentazione. Anche questi col crescere del Cane dovranno diradarsi e scomparire ; l’obbedienza all’Uomo deve diventare un comportamento abituale, normale.

In conclusione il cane apprende attraverso questi tre meccanismi :!)chiarezza nello spiegargli ciò che vogliamo che faccia.

2)Immediato riconoscimento per la risposta corretta.

3)L’ABITUDINE: la ripetitività della sequenza confermerà al cane che sta agendo nel modo giusto e, ogni volta che dovesse riproporsi questa circostanza risponderà alla stessa maniera perchè avrà capito quindi imparato.

Ovviamente tutto non si esaurisce così linearmente, ci saranno i casi nei quali il cane non si comporta nel modo giusto. Prima di parlare di correzioni però va fatta una precisazione: il cane non ha risposto correttamente a qualcosa che abbiamo chiesto , lo abbiamo fatto nel modo giusto, soprattutto chiaro? Quindi prima di pensare a correzioni è bene domandarsi se non siamo stati noi a sbagliare : siamo stati chiari nello spiegare al cane ciò che volevamo facesse? Se non lo siamo stati allora l’errore è nostro e in questo caso sarà bene riformulare la richiesta in modo chiaro magari disposti a mimare la risposta.

Non tutti gli addestratori lo pensano ,io sono convinto che il Cane apprende anche per mimesi . Per chiarire: se durante una seduta di addestramento alcuni cani dovranno recuperare riportelli posti a distanza in una determinata direzione il più svantaggiato sarà il cane che agirà per primo, gli altri saranno agevolati da ciò che hanno visto fare dal primo, c’è una logica!). La necessità di una correzione è un problema delicato. Anzitutto va detto che il Rinforzo Negativo non serve ad insegnare. Sempre in primo luogo va “esclusa la violenza!!!”. Non esiste nessun motivo che possa giustificare un comportamento violento nei confronti di un Cane,soprattutto perchè con la violenza non si spiega e non si insegna nulla a nessuno, Cane o Bambino. Chiariamoci sul concetto di violenza: tutto ciò che può provocare al cane non solo sofferenza fisica, ma anche stress. Non solo percosse, ma anche e di più l’uso di mezzi impropri: collari elettrici ,strangolo ecc. ma anche un nostro comportamento molto al di sopra delle righe: urlare ecc. Questa è una convinzione non solo mia, anche se non è condivisa da molti Addestratori. Prendere per le orecchie un cane sollevandolo da terra, percuoterlo fino a farlo guaire secondo loro induce il cane a fare ciò che gli si chiede; per Loro questa è la prova. Penso che il Cane così abbia imparato solo una cosa: come evitare le botte. Le bacchettate sulle mani , quando ancora erano in uso , non hanno mai insegnato ad imparare la tavola Pitagorica, sempre quando era obbligo impararla. Il Cane , qualora si ripetessero le condizioni, fallirà di nuovo. Semplicemente perchè non ha appreso nulla dalla “lezione”. In realtà usare la violenza significa ammettere il fallimento dell’Addestratore, in quella circostanza, nonchè sfogo della rabbia. Il Cane che si muove indeciso durante l’esercizio non sta gigioneggiando o “prendendoti in giro”come è uso dire;è confuso e anche stressato perchè non ha chiaro ciò che gli è stato chiesto. Sono arci convinto dell’intelligenza del Cane, però prendere in giro significa manifestare volutamente un atteggiamento dettato dal senso dell’umorismo ; penso che non rientri nelle qualità del Cane.

E’ possibile punire correggere un cane mantenendo un comportamento assolutamente distaccato, non ostile e, soprattutto in silenzio: le parole non servono e urlare aumenterebbe soltanto la confusione e lo stato di stress del Cane, fatto assolutamente controproducente.

Col cucciolo, nei primissimi mesi,le correzioni devono basarsi sul modo nel quale si comporta la madre che corregge il cucciolo.Ha combinato un danno? Anzitutto va colto sul fatto se si vuole che lui associ la correzione con il suo comportamanto; lo si afferra con due dita per la collottola e piegandolo bruscamente di lato ma senza scuoterlo associando eventualmente il suono: ringhio con tono basso e minaccioso ma solo quel tanto che serve come avvertimento e disapprovazione.Il tutto va eseguito con tempestività e molto rapidamente e senza il preavviso del rimprovero. Col cucciolone (a partire dai7/8 mesi, quando si potrà iniziare ad introdurre i comandi)i metodi cambiano. Certo occorre molto autocontrollo perchè spesso il suo comportamento ci irriterà; ma è qui che si vedrà il bravo insegnante! Soprattutto il Buon Genitore.
Parlando di metodi di correzione, una volta preso il cane sul fatto, L’isolamento rappresenterà la maggior punizione. Il Cane è un essere altamente sociale, così per lui la peggior punizione consiste nell’isolarlo dal resto del branco e nell’ignorarlo per un periodo di tempo adeguato .(quando si parla di Branco non si fa riferimento ai soli Cani. Per il cucciolo e per il Cane adulto il branco e costituito da tutti coloro che vivono con lui , Uomo compreso).

Come esempio di punizione correzione prendiamo un Cane che sia impegnatissimo a distruggere un’aiuola fiorita.Inutile sbraitare o picchiarlo (fare fisicamente male ad un Cane con delle sberle è pura illusione), molto meglio avvicinarsi in silenzio,senza guardarlo , mettergli il guinzaglio e andare a chiuderlo in una stanza per un po’ di tempo a pensarci su.

Quando andrete a riprenderlo il suo atteggiamento vi sorprenderà e in giardino starà tranquillo, per un po’.

Poi magari la tentazione di scavare si riaffaccerà prepotente e voi sempre in silenzio ripeterete allungando i tempi dell’isolamento.

Potrà sembrarvi strano ma vincerete voi ed avrete spiegato con chiarezza al Cane di tenersi alla larga dalle aiuole,e lui avrà imparato.

Magari per qualche giorno è opportuno tenerlo d’occhio caso mai volesse riprovarci, in questo caso però noterete che sarà sufficiente che facciate l’atto di alzarvi in piedi per vedere l’amico sgaiattolare via con indifferenza. Non otterreste lo stesso risultato usando urla e cintura.

Varianti del metodo possono essere utilizzate in tante altre circostanze (ad esempio mentre si lavora con più Cani, in questi casi si mette al guizaglio il Canee lo si lega in disparte IGNORANDOLO). Si otterrà sempre il risultato col vantaggio di sentirsi bene, soddisfatti di voi stessi. In parole povere per essere un buon compagno di un Cane occorre conoscerlo bene ed essere un po’ psicologi. Certo,sino a che il cucciolo è molto piccolo occorre cautela, anche per non giocare troppo con le situazioni di stress che spinte oltre un certo limite potrebbero danneggiare; non bisogna dimenticare che il Golden ha bassissima tempra, è molto diverso da un cucciolo di Pastore, ad esempio. Quindi solo dopo gli 8 mesi queste correzioni, che rappresentano pur sempre una forma di violenza, anche se solo psicologica , potrete iniziare a metterle in pratica .

Ora, se vogliamo entrare nel vivo dell’educazione dobbiamo cercare di ragionare in positivo con lo scopo di stabilire condizioni di reciproca buona convivenza tenendo però ben a mente che abbiamo a che fare con un Cane per ciò non possiamo pretendere di applicare a lui le nostre regole, dobbiamo invece capire quali sono le sue in modo da poterle utilizzare a reciproco vantaggio.

Voglio chiarire che quanto andrò dicendo non è un distillato della mia personale sapienza; mi limito a parlare di ciò che ho appreso da letture che, col tempo, ho imparato a selezionare e dall’insegnamento di persone più esperte di me anche queste però scelte sulla base dell’esperienza che mano a mano andavo accumulando.

Nel mondo della cinofilia accanto a persone straordinarie per conoscenza e sensibilità non è difficile imbattersi in apprendisti stregoni.

L’apprendimento si fonda sulla capacità di comunicare, saper ascoltare, elaborare quanto appreso per poi poterlo ritrasmettere ad altri; perchè ciò avvenga nel modo corretto sono necessari due fattori: la capacità di riconoscere l’Esperienza e l’accettazionedell’Autorità.

Questi presupposti sono validi sia per il Cane che per l’Uomo.

Trattando con un cucciolo per prima cosa è importante ottenere la sua attenzione.

Anzitutto occorre evitare di farlo quando lui è particolarmente impegnato in qualcosa di molto interessante per lui;molto probabilmente non darebbe retta costringendo a ripetere il richiamo , questo alla lunga finirà per creare nel cane la tendenza a non prendere molto sul serio il richiamo: “ va bene, ti ho sentito, ma non ho bisogno di obbedire immediatamente tanto so che mi richiamerai”.

Al contrario il Cane deve rispondere istantaneamente agli ordini quindi bisogna evitare che cattive abitudini prendano radici sin da piccoli, quando saranno cresciuti sarà più difficile modificarle.

Quindi attirare l’attenzione del cucciolo quando non è impegnato in altro così che la sua attenzione può essere catturata facilmente.

Occorrerà usare un richiamo: di solito l’allevatore avrà introdotto l’uso del fischietto per chiamare i cuccioli a mangiare insegnando cosi che il suono del fischietto significa pappa, un ottimo motivo per prestargli attenzione, per ciò un bel trillo allegro sortirà lo stesso effetto usato come richiamo all’attenzione.

Poi c’è il richiamo col nome e questo dovrete insegnarlo voi dopo averlo scelto e sarà semplicissimo:basta che ogni volta che usate il suo nome ed avrete la sua attenzione immediatamente lo gratifichiate con un bocconcino; imparerà il suo nome in un baleno.(vale sempre il discorso già fatto sull’uso di bocconcini come premio, in questa situazione

, ottenuta l’attenzione, chinatevi e allargate le braccia in gesto di accoglienza, pronunciate un “Vieni!”allegro quindi ricompensatelo nel modo giusto, appena giunto accanto. In questo modo il cucciolo avrà risposto al linguaggio del corpo,il suo linguaggio, e impararà per associazione il significato della parola”vieni”.

Tenete sempre presente che il cibo ha un a enorme valenza didattica, però anche che ha anche valore calorico perciò dovrete creare un giusto equilibrio tra i pasti e le gratificazioni alimentari se vorrete evitare che ingrassi.( come bocconcini sarebbe bene usare le crocchette dei pasti, riservando quelli molto particolari in quanto a sapore per compensare prestazioni veramente importanti, fuori dal comune).

Infine ricordate l’importanza del linguaggio del corpo, Fischietto e nome rappresentano un’ associazione ma il linguaggio del corpo significa parlare canino da parte vostra, questo dovrebbe essere il modo ideale per comunicare con lui.

Fatevi piccoli accucciandovi mentre vi guardate, e spalancate le braccia in silenzio lui capirà immediatamente e verrà da Voi. Altra regola da tenere a mente:mai ripetere un ordine ; il Cane deve abituarsi a rispondere con immediatezza al vosto ordine che va però dato quando il cane è attento e con grande chiarezza, ricordando che il Cane non capisce il significato delle parole . Non capisce il significato della oarola “seduto”, ha solo imparato ad associare i suono della parola rafforzato da l nostro atteggiamento che noi inconsapevolmente assumiamo parlando ( movimento degli occhi, espressione,atteggiamento ecc) che il Cane sa leggere benissimo perchè così facendo , senza rendercene conto parliamo col suo linguaggio: Canino. il tutto consolidato dal la ricompensa ottenuta ogni volta che, sin da quando era Cucciolo, rispondeva correttamente.

Ora molte cose sono sistemate: la quiete, il richiamo, il dormire ecc.

E’ ora di parlare del Cane e delle sue regole di vita:regole millenarie ed immutate che il cane ha ereditato dal suo Antenato:il Lupo.

Tutti i nostri attuali cani indipendentemente dalla loro strabiliante varietà le possiedono fissate nel loro codice genetico;quindi rifacendoci al modo nel quale la vita si svolge in un branco di lupi possiamo ricavare le regole di vita del Cane.

Si tratta di una legge immutata da circa 800.000 anni , da quando si stima che il Lupo sia comparso sulla terra. Come l’Uomo il Lupo è eminentemente sociale, sotto questo aspetto è l’essere vivente più vicino a noi; per lui la vita solitaria non solo non ha senso ma equivale ad una condanna a morte; per questo vive in Branchi . La loro organizzazione si basa su una rigida gerarchia: al vertice la coppia alfa,la più forte e sana, la sola che si riproduce preservando l’integrità genetica del branco. Il Capo branco è solitamente il maschio ma non è una regola fissa; sotto di lui , in ordine decrescente per ruolo gerarchico gli vengono gli altri componenti La sua autorità è accettata ed indiscussa e la sua presenza è garanzia di sicurezza per il branco ed è sufficente a sedare ogni controversia; l’uso della forza da parte del capo è fatto raro.

Per rassicurare il branco in ogni ogni volta che questo si ritrova (al mattino al risveglio,rientrando dalla caccia ecc) il capo deve mostrare a tutti che è presente ed integro; lo dimostrerà col suo modo di atteggiarsi nei confronti degli altri.(da quello che vado dicendo dovrete ricavare il modo di comportavi col cucciolo e poi col Cane. Non sono parole superflue).

Dovere del Capo è assumere le decisioni per la sicurezza di tutti, difendendoli o decidendo la fuga del branco,a suo esclusivo giudizio. È padrone del cibo:mangia per primo e non tollera che altri si cibi sino a quando non avrà terminato; solo dopo consentirà agli altri di cibarsi e lo faranno secondo l’ordine gerarchico. Infine guida la caccia che si svolge con una perfetta collaborazione strategica . L’insieme di queste regole fanno la vera forza del Lupo e gli consentono di aver ragione di prede molto più grandi e forti di qualsiasi singolo lupo.

Il Capo esercita l’autorità senza dover ricorrere alla violenza, come già detto; Gli è sufficiente l’atteggiamento che adotterà nei confronti degli altri componenti del branco , improntato da un comportamento distaccato, indifferente; si limita a concedere ad alcuni esemplari di rango più alto di avvicinarlo, con molta cautela e rendergli omaggio e ostentando indifferenza nei confronti degli esemplari di basso rango.

Considerando tutto ciò ne deriva che per vivere correttamente col Cane di casa bisogna imparare a comportarsi da Capo branco e fare in modo che gli altri componenti della famiglia stiano al gioco assumendo un loro ruolo che non deve mai prevedere una posizione subalterna al Cane.

Con la razza Golden è facile non avere problemi, ma con razze più dominanti il mancato rispetto delle gerarchie molto spesso è la spiegazione di certe aggressioni che vengono definite inspiegabili ma che, al contrario trovano una chiara spiegazione nel modo sbagliato di impostare la gerarchia che, come detto,non deve prevedere posizioni sub alterne al Cane da parte di tutti i componenti umani ( se ciò si verificasse potrebbe avvenire che un famigliare,involontariamente, potrebbe assumere comportamenti che il Cane, non subalterno e dominante,leggerebbe come minaccia alla sua posizione gerarchica.

Evidente che in questa situazione il cane difenda le sue prerogative anche con la violenza.

MAI dimenticare l’importanza del ruolo gerarchico trattando con un Cane, soprattutto con soggetti che non si conoscono ma anche con esemplari che in modo molto superficiale vengono considerati come “di Famiglia”.

Questo dovrebbe far chiarezza circa il rapporto Cane Bambini, soprattutto se quest’ultimi sono molto piccoli.

Molto dipende dal tipo di cane in questione, certo! Ma non sta scritto da nessuna parte che i Cani debbano amare o tollerare i bambini piccoli.Si tratta di una nostra piacevole ma errata convinzione;un Bambino piccolo può essere irritante anche per l’Uomo! Molto più saggio quindi non affidarsi al pericoloso sentimentalismo).

In definitiva se vuoi avere una vita felice e corretta col tuo Cane in famiglia queste sono regole da conoscere e rispettare.

Non è facile come può sembrare, il nostro istinto ci porta a ricoprire il nostro cane di attenzioni affettuose,allungargli succolenti bocconcini senza alcun motivo, abbracciarlo; comportandoci così però gli complichiamo la vita in quanto ogni attenzione che gli riserviamo ,soprattutto se offerta gratuitamente(non come ricompensa per qualcosa che gli abbiamo chiesto di fare) il Cane è portato ad interpretarla come un riconoscimento che gli tributiamo in omaggio alla sua superiorità; in pratica lo riconosciamo come superiore, il lato un po’ comico della faccenda è che lui non ci tiene assolutamente.

Il Cane è un opportunista, un egoista per naturale tendenza, non ama le complicazioni, non si sente “in carriera”;al contrario dell’Uomo. Non deve dimostrare nulla.

Se lo riconosciamo come superiore lo obblighiamo a farsi carico di noi.(Questo spiega certi comportamenti allarmanti,in apparenza,che si verificano nei casi nei quali i cani vengono lasciati in casa soli e liberi Noi, il branco, siamo fuori dal suo controllo! Lui diventa consapevole di non poterlo difendere, come dovrebbe,in caso di pericolo, così sfoga la frustrazione causata dall’impotenza ad agire su ciò che gli sta attorno(poltrone, tappeti ecc) ; di chi la colpa di questo comportamento? E’ il Cane che ha problemi comportamentali o siamo noi che siamo incapaci di svolgere il ruolo corretto nei suoi confronti. Capisco che, soprattutto a chi si misura col suo primo Cane , tutto ciò sia difficile da credere ed ancor più da comprendere,però le cose stanno esattamente così.

Ognuno di noi, amanti dei Cani alla prima esperienza ha dovuto fare i conti con tutto questo, inevitabilmente abbiamo assunto comportamenti sbagliati che hanno fatto del nostro Cane la vera vittima dei nostri errori.

Io penso che prima di conquistare ( si tratta di una vera e propria conquista ) un corretto comportamento bisognerebbe aver avuto tre Cani; ciò a meno di poter contare sull’aiuto di chi ha esperienza posto di essere disposti a dar credito ai consigli.

Il primo Cane per commettere tutti gli sbagli dei quali siamo capaci per poi riuscire a rendercene conto quando sarà troppo tardi.

Il secondo per sperimentarci nel corretto comportamento che sarà comunque molto approssimativo.

Il terzo sarà il Cane fortunato che si avvantaggerà di tutto ciò che i primi due ci hanno insegnato.

Con grande tristezza ammetto di parlare di esperienza personale,e la convinzione che sia stata e continuerà ad essere comune con altri non mi consola anche se aumenta il mio rispetto e il mio amore per questi insostituibili Amici e Compagni di vita.

So che si tratta di un modo di ragionare che può apparire discutibile, ma bisogna ammettere che le cose stanno così! Esserne consapevoli deve indurci ad amare sempre di più i Cani che,a cominciare dal Canis Lupus Familiaris, primo discendente del Lupo e primo compagno dei nostri antenati,si sono sempre dovuto accollare il ruolo di vittime rispetto a noi.

Proseguiamo parlando dell’”Ambiente “, del clima di vita che dobbiamo cercare di creare al cucciolo e, successivamente al cane.

Tranquillità deve essere l’obbiettivo perciò i primi ad adottare un stile tranquillo dovremo essere Noi, nel muoverci, nel parlare ecc.in modo da mettere in bell’agio il nostro amico.

Sarà d’aiuto una gabbia spaziosa, di quelle di rete,la dovremo porre scegliendo un punto tranquillo della casa , la porta dovrà restare sempre aperta per permettere al cane di entrare ogni volta che vorrà. Qui , dopo i primi giorni dormirà il cucciolo, per questo dovremo insegnargli ad apprezzare la gabbia come un luogo tranquillo, al riparo dai disturbi.

Iniziate con gradualità, mettendo il cucciolo in gabbia dopo averlo ben stancato col gioco ( un modo di giocare ottimo in quanto a dispendio di energie e con contenuti educativi è il “tira e molla”) . Userete alcuni stracci robusti annodati a formare un salcicciotto lungo 30-40 cm. che cercherete di contendere al cane. L’accanimento dovrà essere di entrambi, magari usando parole stimolanti o anche soltanto suoni di incitamento .Importante sarà che siate sempre voi ad iniziare il gioco ( se il cucciolo dovesse presentarsi con lo straccio in bocca invitandovi a giocare ignoratelo, l’iniziativa, ogni tipo di iniziativa dovrà sempre partire da voi, Voi siete I Capi.). Allo stesso modo sarete sempre voi, in ogni circostanza, qualunque sia la cosa che stiate facendo assieme, a decidere quando smettere; in questo modo inizierete ad insegnare al cucciolo le prime basi della vostra Leadership.

Sempre con questo gioco stimolerete l’istinto predatorio del Cucciolo.

Su questo istinto dovrete far leva e poter contare più avanti quando sarà arrivato il tempo dell’addestramento.

Messo il cucciolo in gabbia dandogli un biscotto come premio per esservi entrato, chiudete la porta ed allontanatevi. E’ possibilissimo che dopo un po’ lui cominci a protestare abbaiando, ignoratelo. Non sta soffrendo, è solo arrabbiato, e se vi lascerete commuovere e andrete a consolarlo lui si calmerà per ricominciare appena allontanati. Così compromettereste tutto: il cucciolo resterà tranquillo solo se sarete presenti,ma sempre in agitazione temendo che possiate allontanarvi, finirete così in gabbia anche voi, non era questo l’obbiettivo. Se resisterete alla tentazione poco a poco il cucciolo smetterà e finirà con l’addormentarsi. Comunque lasciatelo in gabbia per tempi progressivi. Quando lo farete uscire lodatelo e premiatelo per essere stato in gabbia buono, perciò non tiratelo mai fuori quando è agitato o abbaia, aspettate una pausa di tranquillità. Il risultato finale sarà che il cucciolo imparerà a considerare la gabbia come un luogo tranquillo, non stressante, e finirà con l’entrarci spontaneamente quando sentirà bisogno di quiete.

E’ molto importante che questa ricerca della tranquillità diventi una costante quotidiana, ad es quando inizierete ad uscire a passeggio al guinzaglio prendere l’abitudine di fermarvi almeno per 5 minuti in posti diversi e possibilmente frequentati (il passeggio sarà un elemento di distrazione per il cane il quale deve imparare a restare indifferente alle distrazioni)in silenzio. Come già detto l’abitudine è un’importante componente dell’insegnamento.

I cuccioli sono naturalmente curiosi, per questo se si ritiene che si sta verificando una situazione che interesserà molto al cucciolo piuttosto che correggerlo dopo che avrà cercato di muoversi è meglio prevenire richiamando la sua attenzione facendogli balenare il bocconcino (il cibo è lo strumento principe per ottenere qualcosa dal Cane)per consegnarglielo, dopo che la distrazione si sia allontanata,come ricompensa per non essersi fatto coinvolgere.

Il messaggio è : quando sei col cane devi essere solo per lui, concentrato su di lui, pronto a prevenire per evitare comportamenti non voluti che richiederebbero l’inevitabile correzione;non aspettare che l’errore si verifichi per poi correggerlo.

Capisco che tutto appaia impegnativo e un po’ scoraggiante ma è il modo migliore per arrivare ad ottenere in futuro un buon comportamento da parte del Cane, che tornerà a vantaggio di entrambi.

Tornando alle regole di vita del Branco di Lupi, come fare a tradurre in comportamenti quotidiani nel rapporta col Cane quanto appreso dal modo di vivere del lupo e dalla “Legge del Branco”?

( Quanto andrò dicendo non è frutto della mia sagacia, mi limito a proporre metodi suggeriti da una notissima Allevatrice ed Addestratrice; non farina del mio sacco quindi, ma so di poterla consigliare avendola messa in pratica ed avendone constatata la validità sui miei Cani. Purtroppo appresa in ritardo e il mio primo cane non ne ha potuto beneficiare, mio grande rammarico).

Tutto parte dal presupposto fondamentale di saper esercitare l’autorità del Capo branco in modo da essere riconosciuto ed accettato per tale .E’ LA LEADERSHIP.

Il Lupo Capo branco ci ha dimostrato come fare:comportamento distaccato, non concedere favori (attenzione, complimenti,premi ecc). gratuitamente, insomma si tratta di sapersi proporre come indiscutibile personificazione dell’autorità,del potere. L’autorità non deve dipendere solo dalla forza,preferibilmente dal prestigio.

Quindi su questo aspetto deve focalizzarsi l’attenzione.

Sostanzialmente nel corso della giornata sono quattro le situazioni che debbono richiamare alla legge del branco:

Il ricongiungimento,il momento del pasto,il momento della passeggiata e quello del postino.

RICONGIUNGERSI: ogni occasione nella quale ci si ritrova dopo una assenza, dopo esserci persi di vista:al mattino dopo il risveglio, al rientro dal lavoro,e in ogni occasione dopo essere stati materialmente separati dal Cane, tenendo presente che lui non ha il senso del tempo che trascorre, almeno così si ritiene.

In queste circostanze si verifica costantemente il tentativo del cane di mettere alla prova la nostra posizione di Leader, un vero e proprio esame: il Cane si avvicinerà con atteggiamento festoso, ci getterà le zampe addosso, si esibirà in strabilianti manifestazioni, così noi penseremo: “Dio, come mi ama”ma non è così sta cercando di farsi riconoscere, se ci cascheremo lui si sentirà omaggiato e la nostra leadership sarà a pezzi.

Se non vogliamo che ciò non accada allora PASSIVITY!un atteggiamento passivo.

Non dovremo manifestare alcuna forma di riconoscimento ma mantenere un atteggiamento passivo:non guardare,non accarezzare il cane, se sarà troppo invadente allontanarlo in silenzio spingendolo da parte col palmo della mano.

Ci guarderà sbalordito e ansante, noi dobbiamo allontanarci e dedicarci ad altro.

Dopo un po’ si calmerà ma sarà pronto a ricominciare se gliene daremo motivo,perciò dobbiamo continuare ad occuparci d’altro.Quando lui sarà realmente calmo e ce ne renderemo conto per l’atteggiamento rilassato,il suo respiro sarà tornato calmo , le orecchie basse, magari addormentato, solo allora possiamo chiamarlo a noi, complimentarci per la sua risposta e ricompensarlo; lui avrà capito che l’armatura della nostra leadership non è stata infranta, siamo sempre i capi.

Poco alla volta queste manifestazioni del ricongiungimento si faranno sempre meno frequenti ed intense poi scompariranno.

Sarà il segnale che avremo vinto definitivamente la battaglia per la leadership,la vita sarà più tranquilla, sia la nostra che quella del Cane e tutti saremo più liberi di muoverci senza con questo provocare crisi.

IL MOMENTO DEL PASTO: importantissimo per il Cane ma anche per voi,vi darà l’opportunità di insegnare parecchie cose sfruttando il rinforzo positivo del pasto. Tenendo presente quanto detto circa il Lupo padrone del cibo date conferma della vostra leadership . Preparata ostentatamente la ciotola ponetevi accanto un biscotto o altro per voi, con molta calma, mentre il cucciolo o il cane aspetta impaziente , mangiatelo fingendo di prelevarlo dalla ciotola, il cane penserà che stiate mangiando il suo cibo, ma deve imparare che il cibo e vostro.

É giunto il momento del Cane: richiamatelo col fischietto, non importa se è distante o ai vostri piedi, dovete solo riconfermare, e non lo farete mai abbastanza, il valore del fischietto per ottenere attenzione da parte del Cane.(quando verrà il momento dell’addestramento potrete rendervi conto di quanto ciò sia importante).

A questo punto sfruttando il magico potere della ciotola potrete insegnare al cucciolo il “Seduto”, in modo chiaro e spontaneo senza ricorrere ai soliti macchinosi sistemi . Abbassatevi ad avvicinate lentamente la ciotola al cucciolo mantenendola appena al di sopra della sua testa, lui fisserà affascinato il suo avanzare arretrando lentamente ma ad un certo punto abbasserà il sedere e a questo punto ,tempestivi,”SEDUTO;BRAVO! E premiatelo con la ciotola.

Non è detto che tutto avvenga così al primo colpo ,potrà accadere che il cucciolo,impaziente tenti di arrivare alla ciotola saltando.

In questo caso in silenzio rimettete a posto la ciotola e aspettate indifferenti, dopo un po’ ripetete la sequenza ; lui dovrà capire che se non sta tranquillo la ciotola non arriva.

Se sarete pazienti e bravi capirà e imparerà anche l’associazione”Seduto-Esecuzione” nel modo più naturale e meno autoritario possibile .

Quando il seduto sarà acquisito ( il cucciolo siederà alla richiesta indipendentemente dalla presenza della ciotola ma sempre restando valido il principio della ricompensa verbale e bocconcino)si potrà introdurre un ulteriore comando:il Resta. Intendendo con questo che si vuol ottenere,col tempo, che il cucciolo resti fermo,seduto indipendentemente dalla nostra presenza.

Si procederà per gradi:partendo dalla posizione seduta si allungherà un braccio col palmo della mano rivolto al cucciolo eseguendo un graduale movimento di va e vieni e dando il comando resta una volta.

Si fa piano un passo in dietro e si premierà il cucciolo se sta fermo .Ripetendo periodicamente si aumenteranno i passi , sempre premiando , quando si otterrà il risultato riuscendo ad allontanarci di parecchi metri potremo ritenerci soddisfatti e cominciare ad introdurre varianti: anziché arretrare in linea retta si tenderà ad aggirare il cucciolo. Quando resterà fermo pur avendoci alle spalle il più sarà stato fatto.

A questo punto, stando sempre in luogo tranquillo, cercheremo di ottenere il resta scomparendo per qualche istante(iniziate questo esercizio in casa. Quando comincerà a restare pur non vedendoci iniziamo ad aumentare i tempi di scomparsa;con pazienza otterremo di lasciarlo seduto a nostra volontà.

IL MOMENTO DELLA PASSEGGIATA non si tratta solo di andare a passeggio ma di ampliare il patrimonio di conoscenza iniziato nel periodo dell’Imprinting che non è del tutto completato quando il Cucciolo arriva a casa. La fase dell’imprinting va dalla sesta alla decima settimana e riguarda tutto ciò che il cucciolo impara a conoscere e le reazioni che questo apprendimento determina in questo lasso di tempo. Influenzerà in modo permanente il cane anche e soprattutto per ciò che riguarda il carattere ed il comportamento.

Per questo più numerose e positive saranno state le conoscenze apprese in questa fondamentale fase della vita minori saranno i problemi che il cane avrà dai contatti col mondo esterno nel proseguo dell’esistenza.

Se, ad esempio, il cucciolo avrà avuto occasione di ascoltare rumori alti , lo sparo,riuscendo a conoscerlo senza viverlo nella paura, da grande lo sparo del fucile lo lascerà indifferente, il tuono ,i temporali non gli creeranno reazioni di panico e così per tante altre situazioni con le quali dovrà confrontarsi.

Questo sta ad indicare la grande responsabilità dell’Allevatore ,prima, e del Compagno del cucciolo subito dopo.

Per questo, appena il cucciolo avrà familiarizzato con la nuova casa, cosa che gli deve essere subito consentita esplorandola in lungo e in largo, bisogna fargli capire che il mondo non si esaurisce con le mura domestiche ma che fuori c’è tutto un universo fatto di Uomini, Cani, rumori di ogni tipo ecc che deve imparare a conoscere familiarizzando.

Il primo passo sarà quello di superare la soglia di casa e in questa circostanza dovrà imparare una nuova importante regola della Leadership.

Aprite la porta di casa per andare in giardino e restate sulla soglia prendendo le mosse dalla posizione seduta del cucciolo. Lui si catapulterà con l’intenzione di precedervi:NON deve accadere, bloccatelo prima che passi e in silenzio, con rapido movimento, gettatelo un paio di metri indietro restando sulla soglia. Lui si ripeterà ed anche voi; deve imparare che non può permettersi di precedere il Capo. Potrete ripetere il tutto sino a cinque volte, ma avrà capito prima:ve ne renderete conto osservandolo mentre si avvicina cauto e si fermerà sulla soglia senza superarla;allora uscite, chiamatelo e quando arriva ricompensatelo. Questo comportamento deve essere osservato sempre,il capo è sempre il primo a passare da un posto all’altro.

E’ il momento di insegnare al cucciolo di camminare col guinzaglio.

Non va tirato ne trascinato : cominciate camminando all’indietro invitandolo a seguirvi mostrandogli un premio, successivamente potrete girarvi e camminare anche voi in avanti;il tutto con molta gradualità progredendo man mano che lui impara a seguirvi. E’ necessaria molta pazienza:all’aperto, messo il guinzaglio iniziate a camminare lentamente disposti a fermarvi ogni volta che il cane si arresterà per esaminare un odore che lo attira,quando avrà finito ripartite. Procedendo così il cane imparerà a camminare senza avvertire il guinzaglio come una minaccia alla sua libertà.

Una volta completate le vaccinazioni potrete portare il cucciolo fuori, nel vasto mondo dove conoscerà persone. Cani auto ecc. più cose conoscerà e più sarà avvantaggiato.

Voi dovrete sorvegliare osservando prudenza particolarmente attenti al tipo di cani coi quali gli permetterete di far conoscenza.

Il principale problema delle passeggiate al guinzaglio sarà la tendenza del cucciolo ad andare nella direzione che più lo attrae, fatalmente non coinciderà mai con la vostra.

Col cucciolo il problema sarà relativo ma se non lo si correggerà subito insegnandogli a camminare al guinzaglio quando sarà cresciuto dovrete recitare il ruolo dell’uomo al traino del Cane.

I modi da usare sono vari:potrete fermarvi ogni volta che vuole andare per conto suo, disposto a non muovervi sino a che ,ripartendo non procederà correttamente; il principio del metodo si fonda sul far capire al cane che sino a che non procede correttamente non si va da nessuna parte. Funziona , ma con grande pazienza.

Più rapido e costruttivo il metodo suggerito dall’Etologa e addestratrice Turid Rugaas nel suo libro. <Aiuto,il mio cane tira>tradotto in italiano ,molto esplicativo e di facile lettura pubblicato da Haqihana Editore, inutile quindi che ve lo illustri, lo fa senz’altro meglio l’Autrice.

Ad ogni modo tenete presente che comminare col cane col “guinzaglio lasco”(allentato)non significa camminare col cane al piede, questa è altra cosa, da apprendere nell’addestramento, una fase successiva,per tempo ed età del Cane.

A questo punto avrete fatto molti progressi nell’educazione ed il cucciolo non sarà più tale, sarà diventato un Cucciolone

IL MOMEMENTO DEL POSTINO: lo chiamo così per indicare quello che succederà ogni volta che avrete visite o che qualcuno suona il campanello. Il cucciolo poi il cane scatterà allarmato abbaiando,non si può dire che il comportamento sia sbagliato: il compito del gregario è dare l’allarme. Tuttavia l’allarme sarà insistente ed intenso col rischio di spaventare qualcuno (ignaro del fatto che di fronte ad un Golden basta accucciarsi ed invitarlo ad avvicinarsi per fargli i complimenti cosi lui si liquificherà.

Potrete chiedere tante cose al Golden tranne che di difendervi. Dare l’allarme pero si e sarà molto efficace.

Tornando al Postino e al cane abbaiante inutile ordinargli di smettere anche sbraitando, a suo modo di vedere lo interpreterà come una vostra collaborazione, un rinforzo. Dovrete ancora una volta assumere il ruolo di Capo, è lui che difende il branco.

Mettetevi tra il Cane e il visitatore, rivolgetevi al Cane lodandolo e ricompensandolo per aver fatto bene il suo lavoro e dedicate la vostra attenzione all’ospite;il Cane si metterà tranquillo.

Nel caso di un soggetto tosto che vuol insistere e partecipare alla difesa in silenzio mettetegli il guinzaglio e chiudetelo in una stanza isolandolo affinchè capisca come è corretto comportarsi.

Giunti a questo punto sarà passato parecchio tempo, il cucciolo non sarà più tale e, se sarete stati coerenti e pazienti , avrete realizzato un buon lavoro educativo.

Solo se il cane avrà ricevuto una buona educazione potrà giovarsi con successo del successivo addestramento (Un principio valido per il Cane come per il Bambino).

Le tre richieste che ponete al cucciolo e cucciolone:vieni , siedi resta e la conseguente risposta sono i fondamentali del successivo addestramento.

Al momento si tratta di richieste alle quali lui dovrà progressivamente (occorre pazienza e ripetitività) imparare a rispondere con grande prontezza .

Nell’addestramento le richieste si dovranno trasformare in ordini ai quali sarà necessario che il Cane obbedisca all’istante;ordini che per forza di cose sarete costretti a dare a distanza.

Durante la fase dell’educazione, avendo il cane vicino potrete usare con efficacia il rinforzo positivo ( premio)per ottenere nel tempo una risposta pronta.

Quando il Cane sarà maturato e ,nell’ addestramento riceverà gli ordini a distanza , questa opportunità non ci sarà più; in poche parole solo se avrai dato una buona educazione sarai in grado di ottenere buoni frutti dall’addestramento.

Non puoi pretendere che il cane tenga un buon comportamento a distanza se non sarà diventato prima perfetto da vicino(solo quando la risposta alla richiesta di sedere sarà perfetta tenendo il cucciolo vicino potrai cominciare ad aumentare le distanze).

Questa sarà sempre la regola da tenere fissa nella mente per tutto; un concetto che non sarà mai ripetuto abbastanza.

Per questo, futuro Amico del mio cane, suggerisco a te, come a chiunque,di non lasciarti convincere ad iniziare”PRESTO” l’addestramento, il miglior giudice in proposito dovrai essere tu, fallo solo quando ti sentirai certo di poter contare sul tuo Cane, quando capirai che è mentalmente maturo (tra i 9-10 mesi)

Il mio suggerimento, in base a ciò che ho imparato, e quello di lasciar crescere e maturare il Cane con serenità dandogli il tempo di acquisire bene l’educazione e di fare il maggior numero di esperienze possibili.

Soprattutto se il tuo Cane fosse “da lavoro” devi pensare che moltissime cose saranno già nella sua mente per merito della corretta selezione, come patrimonio acquisito geneticamente; quindi non lasciarti tentare dalla fretta,; se proprio desideri un consiglio in termini di tempi , il mio, che mi è stato insegnato, è di cominciare l’addestramento vero attorno ad un anno .

Prima pensa a crescere assieme al Cane, a conoscerlo osservandolo durante il periodo della maturazione e dell’educazione.

Abbi fede nel tuo Cane,ne sarai ricompensato.

In questo tempo avrai anche deciso cosa intendi fare col Cane.

Se avrai pensato di cimentarvi nel lavoro sarà indispensabile cercare un Addestratore, cosa non semplice ed importantissima

Quello che posso fare per te e per il Cane è citarti le parole di un Addestratore ufficiale del Kennel Club Inglese,Graham Cox:

Nella Razza Golden trovare il soggetto perfettamente selezionato per il lavoro è meno facile rispetto a quanto lo può essere nelle altre razze Retriever; ma chiunque abbia avuto la fortuna di averne uno o anche solo di averci potuto lavorare può spiegare quanto entusiasmante e veramente splendida possa essere questa esperienza.A condizione però che il fortunato abbia la capacità di capire e interpretare la peculiarità di questa Razza”.

Io non faccio l’Addestratore, anche se molto mi piacerebbe per l’amore che ho per questi cani ; il problema è che per quanto sia bello e intrigante lavorare con loro,la parte più importante, fondamentale, riguarda l’addestramento dell’Uomo, soprattutto quando si sente il “Padrone” del cane .

Siccome non ci si può scegliere i clienti a piacere esercitando una attività , so di non avere sufficiente tempra per cimentarmi nell’impresa. per quel che so per esperienza è che il mondo degli Addestratori è pieno di apprendisti stregoni, che un Addestratore sbagliato,vuoi per i metodi che usa che in fatto di conoscenza della tua Razza, ha tutti i requisiti per rovinare il migliore dei Cani.

Augurandovi ogni successo e raccomandandomi di trattare bene il Cane vi saluto sperando di esservi stato utile.

Poiché nessuno, io per primo, può ritenersi possessore della “verità”,per me sarebbe importante che

chiunque leggesse quanto scritto manifestasse il suo dissenso , critiche , suggerimenti.

Se mi sentirò in grado molto volentieri risponderò,in caso contrario mi ingegnerò di cercare una risposta.

Grazie

IL GOLDEN : Educazione del Cane, Convivenza

Parlando del Golden e della sua storia abbiamo visto che si tratta di una Razza selezionata espressamente per “lavorare”;un lavoro specializzato per un tipo di caccia speciale, anche se questo Cane ha tutti i numeri per poter svolgere un egregio compito di gregario come cane da fucile poiché le sue linee comprendono l’attitudine a riportare dei retriever, la passione per l’acqua del Water Spaniel, la resistenza e l’attitudine alla ferma del Setter il naso prodigioso del Segugio e quindi la capacità di seguire la traccia. Abbiamo anche visto come il successo commerciale di questi Cani rappresenti una minaccia per l’ integrità genetica di questa Razza,conseguente ad uno sfruttamento riproduttivo intensivo. L’attenzione degli allevatori è particolarmente rivolta ,nella selezione , alle qualità oggettive dei riproduttori. Accoppiamenti di tipo omozigote rispetto allo Standard, meglio dire rispetto alle qualità oggettive degli Standard ma inevitabilmente ne influenzano le qualità comportamentali e non sempre in senso positivo. L’Istituto di Genetica Animale dell’Università di Vienna, ad esempio, ha condotto una esperienza in proposito: ha sottoposto al giudizio di più giudici esperti 63 Pointer; nella valutazione si doveva tener conto di 17 caratteristiche alcune “oggettive”(lo standard in definitiva) , altre attinenti alla funzione per la quale la Razza era stata selezionata : la caccia da ferma. Analizzando le conclusioni dei vari giudici si constatò che tutti concordavano sul fatto che le qualità estetiche che avrebbero previlegiato gli esemplari sui Ring da esposizione avevano un rapporto inverso con le qualità attitudinali quasi a conferma che il bello era in contrasto con il brav0; la cosa la si può osservare anche nel Golden : le qualità estetiche del Golden selezionati per il lavoro sono sorprendentemente simili a quelle originali dei Golden allevati da Lord Tweedmouth, l’Iniziatore della razza, decisamente inferiori a quelle dei Golden che oggi si selezionano per le esposizioni, che per questo sono più apprezzati e richiesti. Con la selezione noi qagiamo sul patrimonio genetico, spesso in modo approssimativo, senza tener conto che ad ogni Locus Genico responsobile del fenotipo corrispondono sempre due Alleli in grado di agire diversamente.non mi sembra il casa di affrontare la genetica e le sue leggi, non è questo il tema che trattiamo). Comunque si tratta pur sempre di Golden con l’innato istinto al riporto. la differenza la fanno i risultati delle prove di lavoro e, sempre più frequentemente,purtroppo,le qualità comportamentali. Abbiamo visto che queste ultime siano fondamentali per le funzioni per le quali il Golden è stato creato:la tranquillità,la steadiness,ecc sono doti fondamentali per la caccia in linea ma anche per il comportamento quotidiano e per il miglior rapporto Uomo Cane. Oggi è sempre più frequente constatare Esemplari”da Bellezza” irrequeiti, abbaiatori,insofferenti verso la vicinanza di altri Cani . Caratteristiche che non hanno nulla a che fare con il Golden Retriever tipico. Tuttavia anche il Golden da “Lavoro” è minacciato sia pure per diversa ragione.In entrambi i casi la minaccia viene dall’Uomo e dal suo inesauribile impulso a possedere sfruttando in modo intensivo tutto ciò che ritiene gli appartenga. A partire dall’Ambiente . Innumerevoli sono ormai gli ecosistemi andati distrutti a causa di questa caccia alle risorse energetiche senza , per altro,che si sia risolto il problema di fondo:la fame. Cosa può avere a che fare tutto questo col retriever da lavoro? Semplicemente il fatto che,sempre a causa del nostro modo di vivere e di interferire con tutto ciò che ci sta attorno,stanno venendo meno le ragioni che a suo tempo giustificarono la selezione. Il degrado ambientale,il rarefarsi della fauna sia stanziale che migratoria e le trasformazioni del costume rendono la caccia una attività non più necessaria e sempre meno possibile ma anche sempre meno giustificabile. Per questo la caccia, naturale,banco di prova del Cane,viene sostituita da prove competitive nelle quali si tende a simulare ciò che era la caccia.  Fino a questo momento sostituendo la vera selvaggina con esemplari allevati in batteria, molto meno naturali di un pollo da aia;fragili, emananti cattivo odore a causa dell’alimentazione e con scarsissima disposizione al volo;e per di più si tratta di uccisioni sempre meno giustificabili agli occhi della gente. Va così prendendo piede l’uso di sostituti inanimati delle prede (Riportelli ecc.).Nascono le prove di Dummy Trial, Working Test e nelle quali l’unico a divertirsi è l’uomo mentre il cane vede sempre più mortificato il suo istinto naturale.Per effettuare queste prove si rendono sempre più necessarie l’obbedienza e la conduzione .Si sottomette e si condiziona così il cane a scapito del suo spirito di iniziativa.Situazione e perdita che, almeno stando all’apparenza, non sembra interessare l’Uomo che tende sempre più,nella vita di Club,ad usare quello che dovrebbe essere il suo compagno ed amico come strumento per vantare un presunto successo personale . Questa è l’impressione che si ricava osservando il comportamento di un gran numero di presunti padroni ( non tutti per fortuna).L’esatto contrario di ciò che necessita al Retriever. In aperta contraddizione noi dobbiamo sempre contare sull’istinto predatorio del Cane il quale, per compiacerci, è costretto a recuperare sacchetti di sabbia, anatre di legno e così via. Non è difficile immaginare come di questo passo il naturale istinto del Cane finirà per scomparire; ci vorrà il suo tempo, ma succederà. Per il momento l’inevitabile conseguenza è che sono sempre più numerosi gli esemplari da lavoro che, partiti per recuperare la preda o supposta tale si fermano continuamente a guardare il conduttore come a chiedere: adesso cosa devo fare? La cosa può anche apparire emblematica di un perfetto addestramento, in realtà è la dimostrazione della perdita dell’autonomia da parte del Cane che,quando è fuori vista,nel bosco ecc non sa più come cavarsela e fallisce Un altro degli infiniti affronti che abbiamo fatto e continuiamo a fare . Questa è l’attuale minaccia per il Retriever da lavoro ed è anche l’ennesima dimostrazione del nostro modo alienante di considerare la vita. Va bene! D’accordo,si doveva parlare di educazione poi di addestramento, ma puoi credermi, tutto questo è da considerarsi propedeutico all’educazione del Retriever ed al suo addestramento. Senza troppe illusioni è meglio essere consapevoli di ciò che dobbiamo aspettarci. Resta a consolazione, inalterato, il reciproco sentimento che lega l’Uomo e il Cane ;proprio per meglio goderne è importante educarlo,come si farebbe con un figlio piccolo,la differenza non è poi abissale come può sembrare a prima vista. Alla base di una corretta adozione è il principio “del Cucciolo giusto per l’Uomo giusto”il che significa che la scelta della razza non deve basarsi sull’istinto ma sulla ragionevolezza. A questo principio deve attenersi in primo luogo chi si dedica all’allevamento di una razza, lavoro che non dovrebbe mai avere l’idea del guadagno come principio. E’ opportuno chiarire che il fatto di dover pagare una certa cifra per ottenere un Cucciolo non significa che lo si sta comprando; si sta rifondendo chi alleva delle spese sostenute per portare a buon fine una cucciolata (Lavoro, quindi tempo dedicato, spese per l’assistenza Veterinaria, mangime, vaccinazioni, iscrizione all’ENCI ecc). Ogni Allevatore che lavora con scrupolo ed onestà ne è consapevole. Prima di accettare la richiesta di un cucciolo sarà l’Allevatore a capire se l’Uomo possiede i requisiti che garantiranno un rapporto corretto ed una vita in armonia tra Uomo e Cane . Dovrà trovare le giuste maniere per spiegare il motivo per rifiutare la richiesta. Dall’altro lato chi decide di convivere con un Cane di Razza deve fare un onesto esame delle sue abitudini di vita, delle caratteristiche della sua abitazione, delle persone con le quali vive ecc. solo così potrà rendersi conto se la Razza scelta è compatibile con lui. Ogni Cane di razza tenderà a vivere in conformità con le finalità per le quali è stato selezionato. In poche parole chi ha abitudini sedentarie,non è dedito ad una vita attiva dal punto di vista fisico dovrebbe capire che un Cane selezionato per il lavoro non può essere il suo Cane ideale perchè inevitabilmente le necessita di vita del Cane contrasteranno con le sue. Un Cane deve essere per la vita , non considerato come un oggetto da sostituire con uno più confacente. Purtroppo questo comportamento è sempre più frequente in chi pratica certe discipline sportive con il Cane: l’Agility per esempio. Queste persone, convinte che un Cane rappresenti una proprietà , uno strumento di promozione di successi che pensa suoi ma che in realtà sono del Cane , non avrà nessuno scrupolo a disfarsene sostituendolo con un esemplare di maggior successo. COMPORTAMENTO INACCETTABILE !!! Quindi parlando di educazione il primo a dovervi sottostare è l’Uomo. Non si può prendere un cane per uno scopo diverso dall’amore.

Educare il proprio Cane: considerazioni sulla cinofilia.

Cinofilia : Se con questo termine si intende far riferimento alle Istruzioni,le regole, i Dispositivi di legge che Enci,Centri privati di educazione cinofila e addestramento, Ministeri, emanano con l’intento di migliorare la vita del Cane e il rapporto Uomo Cane è sufficiente leggere libri, riviste specializzate, ufficiali e non, che abbondano senza però riuscire a dare una conoscenza univoca e compiuta. Secondo il mio modo di considerare la questione la cinofilia dovrebbe attenersi al significato letterale del termine: dal greco AMORE PER IL CANE. Allora tutto si dovrebbe spostare sul piano Culturale: creare e diffondere nel nostro Paese una mentalità ed una cultura che oggi manca del tutto,e che invece è patrimonio comune in vari altri Paesi specialmente del Nord Europa. Leggo oggi sul giornale una notizia che sicuramente susciterà vari tipi di reazioni: Il parlamento Spagnolo ha approvato a maggioranza il progetto pensato dall’Americano Peter Singer denominato GRAND SIMIONS. ” E’ giunto il momento di estendere la Comunità Morale oltre gli Esseri Umani. Una Comunità allargata che oltre all’Uomo dovrà abbracciare tutte le Grandi Scimie:Gorilla,Orango, Bonobo e Scimpanze “, così parla Singer. La motivazione è che le Grandi Scimmie condividono con l’Uomo una altissima percentuale del patrimonio Genetico: IL DNA: 98% tra Uomo e Scimpanzè. Chiaro che una iniziativa del genere può essere assunta in un paese come l’attuale Spagna nel quale si stà verificando una profonda trasformazione: La creazione di una comunità LIBERALE. La cosa non può non stupire considerando che la Spagna, da sempre, è stata un paese di grande tradizione Religiosa (Cattolica) e, di conseguenza, immediatamente si è verificata una spaccatura tra i sostenitori del Governo e la parte dei Popolari, Cattolici tradizionalisti, e del Clero, che preso in contropiede, si è limitato, per il momento a definire “ridicola”la proposta. Io non so quanto di concreto farà seguito all’iniziativa. Istintivamente mi viene spontaneo pensare in modo diverso, nonostante la ragione mi dica che c’è del vero nel progetto. Sono certo che in Italia , Paese di profonda tradizione religiosa, sede dello stato Vaticano, a nessuno verrà mai in mente un’idea del genere ( anche se è in atto un notevole affiorare di intendimenti laicizzanti dei quali la Chiesa Cattolica si sta rendendo conto). Resta comunque il fatto che sul piano della razionalità l’iniziativa Spagnola poggia su dati di fatto ormai accettati dalla comunità scientifica:La Vita inizia sulla terra nel così dettp “Brodo primordiale”. 3800 milioni di anni fà la Terra si presentava come un piatto deserto roccioso circondato da mari poco profondi , caldi per le attività vulcaniche sottomarine dalle quali derivava lo zolfo che reagendo con il ferro contenuto nelle roccie ferrose .sotto l’influsso dei raggi ultravioletti non ancora filtrati dallo strato di Ozono ,in una sorta di primitivo processo clorofillianO, si sviluppava come sottoprodotto l’ossigeno del quale si servivono i depositi di alghe delle quali ancora oggi si trovano depositi in acque poco profonde al largo della costa Australiana. Tuttavia solo nell’ultima metà di questo secolo la scoperta dei Ribosomi:Strutture ibride costituite da Acidi Nucleici e Funzioni Proteiche, si giunge alla risposta del grande quesito. Il mondo cosìdetto a RNA che precede la vita Cellulare. I più antichi fossili, Batteri, furono ritrovati in Australia, datati 3,5 miliardi di anni fa.. Con il DNA e RNA messaggero inizia il mondo cellulare con la capacità di riprodursi: la prima Cellula Eucariotica (Dotata di Nucleo con i suoi Geni). Questi DNA e RNA MESSAGGERO della prima cellula Eucariotica, dotata di nucleo, costituiranno il patrimonio genetico comune ad ogni Forma vivente che da quì inizierà e intraprenderà la strada dell’Evoluzione. Una descrizione molto, molto approssimativa,e me ne scuso. L’uomo ha percorso la strada dell’evoluzione in compagnia di altre specie viventi e tutte condividono in varia percentuale lo stesso patrimonio genetico; questo sostiene Charles Darwin nella sua teoria circa l’origine della vita e la sua evoluzione, la Teoria dell”Evoluzionismo. Quindi si deve concludere che tutte le specie viventi giunte assieme a noi a questo punto dell’Evoluzione hanno lo stesso Contenato( Antenato Comune): l’ EVA MITOCONDRIALE che non è l’Eva della Bibbia ma è pur sempre un’ EVA. Ora si ripropone la contrapposizione vecchia e non risolta tra i Creazionisti, che vedono la mano di Dio nella creazione di tutto; questa interpretazione circa l’origine della vita conduce alla visione antropocentrica : la Terra centro dell’universo e l’Uomo al centro della terra, padrone di tutto ciò che Dio ha creato a suo beneficio. ( Galileo Galilei dovette fare i conti con questa convinzione imperante al suo tempo:il Sistema Tolemaico ideato nel 2°secolo d.C. da Alessandro Tolomeo,un sistema che rispecchierà in pieno le concezioni della Chiesa ponendo la terra ferma nell’universo mentre Pianeti e stelle fisse ruotavano attorno a lei. L’Uomo il Prediletto creato da Dio al centro della Terra Padrone di tutto; faceva proprio comodo agli Uomini. Galilei dichiarandosi d’accordo e facendosi sostenitore del Sistema Copernicano (1543 Nicolò Copernico) dovette farei conti col S. Uffizio che al suo tempo aveva il controllo assoluto anche sulle convinzioni filosofiche espresse pubblicamente.. Il sistema Copernicano smentiva in toto Tolomeo e la Chiesa sostenendo che la terra si muove ruotando sul proprio asse e ruotando attorno al Sole con gli altri pianeti. L’Astrofisica ,in tempi successivi, confermava la tesi di Copernico, ma la Chiesa solo di recente ammise il proprio torto facendo “molto”post mortem le scuse a Galileo Galilei. In ogni modo il Creazionismo è tutt’ora vivo ed in contrasto con quanto sostenuto da Charles Darvin nel suo libro rivoluzionario, accolto con strepitoso favore dall’Intellighenzia del tempo (la prima edizione si esaurì in un giorno!). Chi ha avuto la pazienza di leggere sin quì si sta chiedendo cosa abbia a che fare quanto sopra con la Cinofilia;se la pazienza lo sosterrà potrà scoprirlo. Charles Darwin (da cui il Darwinismo o Evoluzionismo) , fu un grande Naturalista e come tale fu reclutato per una spedizione scientifica delle coste del Sud America durata 5 anni. Compì osservazioni geologiche, raccolse fossili di specie animali ormai estinte (non più esistenti) ed esemplari di forme animali viventi; un catalogo di 3907 esemplari portati a bordo. Le sue riflessioni su tale materiale durarono 20 anni . Le sue conclusioni, sul piano Filosofico furono di immensa portata: completarono il Movimento iniziato da Copernico 3 secoli prima, detronizzando l’Uomo dalla sua posizione dominante al centro dell’Universo nonchè il crollo della Visione della Chiesa dominante sino all’inizio del ’900. Nel 1889 viene pubblicato il libbro”ON THE ORIGIN OF THE SPECIES BY MEANS OF NATURAL SELECTION”. L’origine della vita delle specie oggi viventi e la legge della selezione naturale alla base dell’evoluzione. Una vita non creata ma che si è andata evolvendo. Naturalmente la teoria accolta con favore dagli Ambienti Accademici creò scalpore e grande risentimento nella società Civile che la rifiutò con sdegno non potendo accettare l’idea dell’Uomo discendente dalle Scimmie. Soprattutto perchè Darwin non possedeva prove evidenti a sostegno di quanto sosteneva. Solo molto più tardi la scoperta del DNA e lo studio del RNA Mitocondriale poterono spiegare il mistero dell’Ereditarietà; inoltre il fatto che i Mitocondri (componenti del Citoplasma Cellulare e del Dna Del nucleo della cellula vengono trasmessi solo per linea Materna (l’Eva Mitocondriale) consentiva di risalire indietro e spiegare l’origine delle specie viventi, noi compresi, tracciando la interminabile strada dell’evoluzione e conoscendo chi l’aveva percorsa; chi si era perduto estinguendosi e chi era giunto assieme a Noi è con noi condivideva in percentuali diverse il patrimonio genetico d’origine. Se percorressimo il cammino dell’Evoluzione  ci troveremmo su una grande autostrada con numerosi svincoli dai quali entrano nuove Specie viventi che così si aggiungono alle specie già aggregate (aggregarsi non significa essere destinati ad arrivare alla fine dell’evoluzione); e dai quali escono forme di vita non più adatte a continuare , si estinguono. Troveremmo il nostro Antenato più vicino:l’Homo Sapiens ed altre specie di homo che si sono fermate lungo la strada (il Neandertal, l’Erectus sino all’Astralopiteco) troveremmo le Grandi Scimmie del Progetto Grand Simion e il Lupo selvatico dei nostri giorni.Un essere perfetto che fa la sua comparsa sulla scena della vita circa 800.000 anni fà,così perfetto per costituzione e comportamento da poter continuare  ad esistere , assolutamente identico ai nostri giorni:il Lupo Grigio, l’Antenato di tutti i nostri Cani attuali. Il lupo non ha avuto nessuna necessità di evolversi geneticamente. Ha dovuto subire la presenza e la totale ostilità dell’uomo, suo unico e vero nemico mortale che ne ha quasi causato l’estinzione con gravissimo danno alla conservazione dell’equilibrio ambientale.
Il Lupo conosce questo pericolo,lo insegna ai suoi cuccioli; la diffidenza è tale che è assai difficile poter osservare un lupo.
La Narrativa del Lupo cattivo che insegue l’uomo per ucciderlo è totalmente falsa creata anche per giustificare lo sterminio perpretato dall’Uomo nel corso dei secoli nei confronti del Lupo. Circa 10.000 anni fa il nostro Antenato,Sapiens, incontrò il Lupo, ne iniziò la domesticazione che trasformò per varie ragioni il Lupo nel Canis Lupus Familiaris, più piccolo del Lupo,che del Lupo consrvava sia pur in modo ridotto le straordinarie qualita sensoriali. Tale incontro segnò per il nostro antenato una vera evoluzione esistenziale. Sino a quel momento la sua vita era assai grama:nomade,alla continua ricerca del cibo. una ricerca difficile e povera. Vita di raccopglitore e cacciatore.Da quell’incontro,sfruttando le qualità sensoriali del nuovo compagno,la caccia divenne più facile e aumento la sicurezza:aveva trovato un perfetto guardiano. La grande disponibilità di cibo gli permise di trasformare la qualità della vita,:da raccoglitore e cacciatore migrante divenne stanziale allevatore e agricoltore. non vi erano più ostacoli alla espansione demografica e territoriale. nasceva il villaggio e la famiglia allargata che comprendeva il nuovo compagno e i suoi discendenti.  Con loro il nostro antenato contrasse un debito fondamentale per la nostra evoluzione. Grazie alla convivenza col Cane (ormai così lo possiamo chiamare),  l’Homo Sapiens;iniziò l’espansione demografica e territoriale.  Si diffuse all’Asia all’Europa. Fu il CRO_MAGNON; nostro definitivo antenato a causare l’estinzione di altre Forme di Homo coesistenti sottraendo loro territorio e risorse grazie alla collaborazione con il Cane. Il CRO MACNON fu l’utima tappa della evoluzione genetica dell’Uomo. Con il Cro Magnon ebbe termine l’Evoluzione genetica ed iniziò quella culturale che dobbiamo considerare ancora in atto. Tra tutte le specie viventi che ci hanno seguito solo il cane lo ha fatto per scelta, le altre per convenienza dato che vivere accanto all’Uomo garantisce un tempo di vita più facile sino a quando l’uomo gli consente di vivere.(L’Uomo è rimasto quello che in realtà era: il predatore primario e tale è anche se le prede non sono più solo animali da mangiare ma tutte le risorse esistenti). Ecco da dove secondo me dovrebbe partire la Cinofilia: da questo debito che abbiamo contratto col Discendente del Lupo, debito del quale troppo pochi sono a conoscenza.                                 La storia non si fa con le supposizioni, tuttavia considerato il Nostro più antico Antenato Sapiens, come realmente era: grande cervello scarso fisico come ogni autentico Bastardo, dato che per un certo tempo è convissuto con altre specie di Homo (Erectus , Neandertal….) fisicamente molto meglio dotate e adatte all’ambiente non si può escludere che avrebbe dovuto soccombere,così oggi avremmo potuto essere grandi e grossi Neandertaliani.                                  Invece il nostro debito è continuato con i Cani allevati poi selezionati nelle varie razze attuali; debito mai estinto del quale sono maturati forti interessi che sarebbe ora di cominciare a pagare.Per prima cosa imparando a coesistere nel modo “Giusto” con i nostri Cani, cessando di considerarci”padroni”e adottando il comportamento d’adozione. Questo significherebbe una rivoluzione culturale in grado di coinvolgere Enti che oggi si definiscono cinofili, tutte le Istituzioni:ufficiali e non. Sopra tutto ogni Uomo e le abitudini di vita.Gli Allevatori e selezionatori di Cani che dovrebbe cederli rispettando il principio di affidarli in adozione non considerandoli più solo strumento di reddito ; chi decide di adottarli che dovrebbe mettere da parte il concetto di possesso nei confronti del Cucciolo adottato; le Istituzioni nazionali e locali che emanano regolamenti che oggi,a vario titolo creano ostacoli al Cane e a chi lo adotta. Non dovranno più aver cittadinanza coloro che allevano per puro interesse, magari per vendere Cuccioloni a centri di sperimentazione clinica o di vivisezione. Una volta che questa mentalità diverrà conosciuta e condivisa da tutti si potrà cominciare a parlare di metodi di educazione da sostituire ai metodi di Addestramento oggi definiti col termine più o meno “Dolce” che dolce non può realmente essere perchè basato sul principio del possesso in nome del quale si utilizzano  i rinforzi negativi per ottenere dal Cane il comportamento richiesto. Solo sostituendo il concetto di possesso con il principio di rispetto si potrà pensare in modo corretto a metodi di educazione come li si pensa con un Bambino. Inoltre cadrebbero molte delle barriere che oggi ostacolano la vita del Cane e di chi lo adotta. La Cinofilia dovrebbe quindi partire da un grande progetto formativo e diventare una conoscenza condivisa da tutti:persone e istituzioni. Per ottenere questo risultato dovrebbe essere considerata materia di insegnamento scolastico, rivolto alle future generazioni; pensare alle attuali sarebbe velleità. A quel punto diverrà spontaneo il giusto comportamento tra Uomo e Cane. Così potremmo saldare il debito. Certo, si tratta di un progetto a lungo termine,anzi lunghissimo, quindi meglio cominciare subito.Nell’immediato ci sono già problemi da risolvere: mi riferisco al più grave, quello delle Razze così dette Pericolose. Anche quì è necessario fare autocritica:Le abbiamo create ed utilizzate noi! Vedi i Cani da combattimento che nel Medio Evo combattevano assieme ai Cavalieri ad esempio, ma la cosa è anche più antica.Più recentemente i Cani utilizzati per le cacce pericolose contro i grossi Predatori (Dogo Argentino ad esempio). Sicuramente questi Cani selezionati in base a criteri di forza e coraggio, se non sono trattati in modo corretto, messi in mano a persone che non sono adatte o che non possiedono i requisiti per poterli trattare, in determinate situazioni possono avere reazioni aggressive. Come ho già sottolineato ,come regola un cucciolo non dovrebbe essere adottato per uno scopo; tuttavia se alla base dell’adozione ci fosse la necessità di difendere la casa allora va tenuto conto del fatto che questo tipo di Cane,per forza di cose appartiene a razze particolari sia dal punto di vista fisico che genetico inoltre addestrate in modo particolare. Non si possono considerare Cani da Famiglia:sono una arma a tutti gli effetti e come per tutte le armi è necessario avere i requisiti e le regole per averle e custodirle. Non è la razza d’appartenenza a dover essere considerata pericolosa, pericoloso è il fine per il quale si adotta il cane e lo si fa addestrare. E’ l’Uomo quindi che si assume tutta la responsabilità del modo in cui viene gestito. Il Cane di Razza tende sempre a fare  le cose per le quali è stato selezionato e poi addestrato. E’ sicuro che chi cerca questo tipo di Cani non sceglie un Cane da compagnia o da caccia, di certo non un Golden. Alla base di ogni comportamento aggressivo vi è però sempre un comportamento sbagliato da parte dell’aggredito che  ignora la natura ed il comportamento del Cane poichè non  conosce le regole. Questo è quanto accade nelle occasione nelle quali è il Cane “di famiglia”ad aggredire; questa è la ragione per la quale chi adotta un Cane deve fare un onesto auto esame circa il suo stile di vita e quello delle persone conviventi,soprattutto del proprio livello di conoscenza delle varie razze,del fine per il quale sono state selezionate e del comportamento degli esemplari,In fine chi alleva questo tipo di Cani dovrebbe avere i requisiti e l’autorizzazione per farlo. In fondo i Cani sono i primi Estra comunitari che l’Uomo ha accolto e con Lui convive da millenni. La regola è una sola: il Cucciolo giusto per l’Uomo giusto. Chi da in affido un Cucciolo dovrebbe sempre tenerla presente, e chi richiede un cucciolo anche. Per questo , come misura iniziale, dovrebbe essere il legislatore a stabilire regole rigide sia per le procedure d’adozione e, soprattutto, in materia di allevamento e selezione. Siccome non è detto che il legislatore sia un Esperto, anzi è sicuro, dovrà avvalersi dei consigli di persone che lo sono. Non sono i titoli Accademici che lo garantiscono ma l’esperienza diretta: persone che hanno vissuto a lungo con i Cani, hanno imparato a conoscerli, ad addestrarli ecc. Nella mia esperienza ho avuto opportunità di conoscerne e sono certo che i loro pareri non porterebbero a decisioni errate, sul tipo di quelle proposte di recente:inaccettabili! Non penso ad allargare la”comunità morale” al Cane,ma di tener presente la storia nostra e sua e del fatto che anche lui condivide parte del nostro Patrimonio Genetico, e non poco. La diversità la fa l’organizzazione mentale, il nostro cervello, come già detto, funziona orientato in senso razionale, il loro in quello sensoriale. Entrambi sono perfettamente adeguati alle reciproche finalità. Una considerazione meritano i “Meticci”che Noi chiamiamo affettuosamente “Paco” generalizzando e banalizzando. Il Meticcio non è il cgnetto che siamo abituati a vedere, riprodotto con immagini simpatiche,La caratteristica fondamentale del Cane inteso come Specie è la necessità di “socializzare”. La socializzazione presuppone il possesso di specifiche qualità: Intelligenza,Capacità di comunicare,Capacità di apprendere; quindi non è l’Animale Meccanico descritto dal Comportamentismo che lo vede capace di rispondere agli stimoli per semplice istinto ed in modo “condizionato”. Per essere in grado di apprendere è indispensabile  riconoscere l’Autorità del più anziano, quindi già esperto,in grado di insegnare il giusto comportamento (se apprendesse solo in base agli stimoli che riceve non avrebbe vita sufficente per diventare a sua volta un adulto maturo). Per tutto questo non si può banalizzare nel considerare un Cane: ogni Cane va preso sul serio. Ora, per definizione, il meticcio dovrebbe essere un Cane che si riproduce spontaneamente per ibridazione, quindi , in teoria il suo comportamento dovrebbe essere quello del Lupo Grigio suo antenato dal quale eredita la legge comportamentale:”la legge del branco” basata sul principio di gerarchia e il riconoscimento dell’autorità.Oggi il vero meticcio canino lo possiamo trovare in particolari territori dove vivono branchi di Cani liberi, non sono certo Cani dal comportamento accattivante. Nella nostra realtà il vero ibrido non esiste: molto spesso si tratta di accoppiamenti casuali tra esemplari di razza tenuti in libertà e che possono accoppiarsi con altri esemplari vaganti. ne discendono Cani misti e dal comportamento imprevedibile, non necessariamente dolce.Riprodursi spontaneamente significa che le cucciolate vengono partorite in luoghi appartati, ben nascosti e tenuti al riparo dalla presenza dell’uomo nei cui confronti i cuccioli non ricevono alcuna forma di imprintmg ; così da adulti vivono in branchi come i lupi senza però avere nei confronti dell’ uomo alcuna forma di timore. questo li rende pericolosi. Se dovessi scegliere tra l’incontrare un branco di Lupi (cosa impossibile, come detto) ed uno di veri meticci , randagi sceglierei senz’altro i Lupi, che temono l’Uomo. Per tutti questi motivi nel rapporto tra Cane e uomo in nessun caso l’Uomo deve essere subordinato al Cane, in questo caso il Cane si considererebbe il Capo; sarebbe invertito l’ordine gerarchico, di conseguenza ogni comportamento che il Cane potesse interpretare come una sfida alla sua autorità potrebbe determinare risposte di tipo aggressivo. Questo è il motivo per il quale chi decide di adottare un Cane deve tenere in considerazione i componenti della famiglia, ognuno dei quali dovrà comportarsi in modo di non apparire subordinato al nuovo componente del branco: per il Cane la famiglia con la quale vive è il”Branco”. Un ragionamento complesso che non è possibile liquidare con poche parole. Leggo oggi sul giornale il caso di una bambina di 5 anni aggredita e sfigurata dal suo Paco, “abitualmente tranquillo”, come sempre viene descritto il Cane di Famiglia che in preda ad “raptus inspiegabile” diventa aggressivo. Se l’Esemplare è quello ritratto dalla foto risulta evidente che nei suoi Geni ci sono quelli di un Rotweller, Cane da difesa per eccellenza. Adesso la piccola dovrà affrontare interventi di plastica maxillo facciale con esiti difficili da prefigurare; Paco è in osservazione a disposizione dei Carabinieri; non è difficile capire cosa lo aspetta, anche se in realtà lui si semplicemente comportato secondo la sua natura, non ha certo aggredito per scelta determinata. Molto probabilmente la bambina gli avrà trasmesso un segnale sbagliato, interpretabile come minaccia. Sotto osservazione dovrebbero esserci i Genitori, incoscenti ed ignoranti! In primis perchè nessuno ha mai detto o scritto che i Cani amano obbligatoriamente i Bambini piccoli; in certi casi neppure gli uomini viste le frequenti notizie di cronoca nera! In secondo luogo come è possibile lasciare che un bambino così piccolo giochi con siffatto cane , ma con qualunque Cane, senza attenta vigilanza. Ecco perchè è indispensabile quella Cultura Cinofila della quale si è parlato, che purtroppo la stragrande maggioranza della popolazione non possiede, anzi,l’ha perduta   con l’evoluzione culturale che ha indotto nell’Uomo l’errata convinzione di una totipotenza che è ben lungi dal possedere. Chi riesce ancora a guardare in dietro non può non vedere i tre esseri viventi dotati di socialità procedere assieme  lungo la strada dell’evoluzione coevolvendosi.   Non riesco a non pensare che esiste una similitudine tra le tecniche di caccia del Lupo e Dell’Uomo ;grazie a queste Lupo ed Uomo sono riusciti a sconfiggere esseri molto più grandi e forti di loro.

Il Lupo ha trasmesso al suo discendente Canis Lupus Familiaris regole di vita tutt’ora valide grazie alle quali uomini e Cani convivono.

Ogni volta che l’uomo ha pensato di eliminare il Lupo e le sue regole ha dovuto rendersi conto di  rischiare il disastro ambientale compresa la propria sicurezza.

Quindi tre forme Viventi destinate a convivere trovando il modo di farlo nella maniera di maggior convenienza reciproca. Ricerca non compiuta ma che continuamente è alla cronaca dei fatti..